COSA È L’INTOLLERANZA AL LATTOSIO?

L’intolleranza al lattosio (o intolleranza agli zuccheri del latte) è un’intolleranza alimentare. Le persone affette da questa intolleranza soffrono spesso di disturbi della digestione dopo il consumo di latte e i suoi derivati. Solo in Italia si stima che una persona su 3 – ossia circa 20 milioni di italiani (!) – soffra di intolleranza al lattosio.

Le persone affette da intolleranza al lattosio non digeriscono, o lo fanno solo parzialmente, il lattosio contenuto nei vari alimenti: ciò è dovuto ad una produzione insufficiente dell’enzima lattasi da parte dell’organismo. Questo enzima digestivo permette la decomposizione del lattosio nell’intestino tenue in altri elementi di più facile digestione, ossia il glucosio e il galattosio. Se invece l’enzima lattasi è deficitario, il lattosio giunge non digerito all’interno dell’intestino crasso, dove viene fermentato dalla flora intestinale. Questo processo provoca la distruzione di metano e di diossido di carbonio, il che può comportare i disturbi tipici dell‘intolleranza al lattosio quali dolori, gonfiore e flatulenza. Mentre in alcuni soggetti intolleranti i disturbi appaiono direttamente dopo i pasti, in altri si verificano da 1 a 3 ore più tardi.

CHE COSA È IL LATTOSIO?

Il lattosio è uno zucchero presente naturalmente nel latte e nei suoi derivati, ma è anche un additivo usato di frequente nell‘industria agroalimentare durante il processo di fabbricazione dei prodotti, al fine di migliorare il gusto o la consistenza del prodotto finale. Questo vuol dire che il lattosio non si trova solo nel latte, nello yogurt, nel formaggio, nella panna o nel gelato, ma anche in alimenti meno ovvii come piatti pronti, panini, salumi o persino farmaci.

Per essere metabolizzato dall’organismo, il lattosio deve essere decomposto durante la digestione in due zuccheri semplici, ossia il glucosio e il galattosio. Responsabile di questo processo è la lattasi, l’enzima prodotto normalmente nell’intestino. LactoHELP assume proprio questa funzione nelle persone che non producono lattasi. Maggiori informazioni sul meccanismo di funzione di LactoHELP sono disponibili qui.

QUALI SONO LE DIVERSE FORME DI INTOLLERANZA AL LATTOSIO?

CARENZA PRIMARIA DI LATTASI

La carenza primaria di lattasi è la forma di intolleranza al lattosio più frequente: si tratta infatti di una forma naturale di intolleranza allo zucchero del latte di cui soffre una buona parte della popolazione mondiale adulta. Invecchiando, la produzione di lattasi diminuisce in molte persone per motivi genetici. Nei neonati, l’attività dell’enzima lattasi nel corpo è massima, circa 10 volte superiore a quella degli adulti. Crescendo, questa attività diminuisce progressivamente. È quindi in realtà del tutto normale sviluppare un’intolleranza al lattosio nel corso della propria vita.

CARENZA SECONDARIA DI LATTASI

Le lesioni della mucosa dell’intestino tenue e dunque delle cellule che producono lattasi può causare una carenza secondaria di lattasi. L’intolleranza secondaria al lattosio o acquisita non è quindi di origine congenita, ma è conseguente ad un’alterazione. Le infezioni dell’intestino tenue, le operazioni chirurgiche o l’assunzione prolungata di antibiotici possono esserne la causa.

CARENZA CONGENITA DI LATTASI

La carenza congenita di lattasi è una mancanza congenita molto rara. In questo caso già da neonati il corpo non produce lattasi, o lo fa in una quantità molto esigua.

COME VERIFICARE L’INTOLLERANZA AL LATTOSIO?

Per verificare una possibile intolleranza al lattosio vi consigliamo di consultare il vostro medico, il quale procederà ad effettuare gli esami del caso e a fornirvi consigli. In caso di problemi di salute affidatevi al vostro medico curante.

TEST ALIMENTARE

Provate ad eliminare per diversi giorni tutti i prodotti contenenti lattosio. Se constatate un calo nella frequenza dei disturbi, allora probabilmente si è in presenza di intolleranza al lattosio.

DIARIO ALIMENTARE

Per identificare quali sono gli alimenti che innescano i vostri disturbi, è consigliabile condurre un diario giornaliero dei consumi. Scrivete ogni giorno con precisione cosa avete mangiato e a che ora. Annotate anche quando e come si sono manifestati i disturbi: potrete utilizzare il diario anche per l’incontro con il medico.

TEST D’ESPOSIZIONE

Bere un bicchiere di latte di mattina a digiuno. Se i sintomi tipici si manifestano nelle ore a seguire, potrebbe trattarsi di intolleranza al lattosio.

TEST EMATICO

Questo test viene effettuato sotto sotto la supervisione di un medico, che somministra 50g di lattosio diluito in acqua ed effettua 6 prelievi di sangue ad intervalli di 30 minuti. I risultati di laboratorio rivelano se il lattosio è stato decomposto in glucosio e galattosio e se il livello glicemico è aumentato.

TEST DEL RESPIRO

Il test respiratorio (anche noto in inglese come breath test) consiste nel bere un bicchiere di lattosio in soluzione. Il paziente soffia poi in un apposito strumento e viene misurata la quantità di idrogeno emesso. Nel caso in cui il lattosio non venga decomposto la fermentazione dei batteri dell’intestino rilascia idrogeno, ragione per cui elevate quantità di idrogeno possono indicare un’intolleranza al lattosio.

TEST GENETICO

In un test genetico il medico effettua un semplice prelievo salivare oppure di sangue. Grazie a questo test è possibile distinguere tra la carenza di lattasi primaria e quella secondaria.

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